Cenni critici

GIUSEPPE CASCELLA

Mirella Murrone nella vita così come nei suoi particolari dipinti ad olio, cerca di cogliere emozioni.
Non è solo una grande pittrice, soprattutto ha la bellezza dell’anima, ogni opera è un racconto, un’espressione scacciapensieri, un panorama libero infinito, un dettaglio significativo e un’emozione.
L’artista, orientata verso una figurazione limpida e armonica, mette sulla tela quello che lei stessa sente nel suo animo buono, ama la vita come ama il dipinto che ha voluto segnare.
Mirella Murrone allontana da sé la tentazione del nulla.Guida la sua mano alla consapevolezza che le forme che hanno una storia hanno anche, e comunque, un’energia positiva…

DANILO SENSI

…Il linguaggio della Murrone è semplice, fatto di richiami e di assonanze, di simboli e di colore, di luce e di armonia, una figurazione tradizionale che è ben comprensibile ma allo stesso tempo colta è intelligente. La donna è il personaggio cardine del suo immaginario, studiata e analizzata in mille modi, con mille tonalità di colore, con molteplici punti di luce. La donna è musica, la donna è sensibilità, la donna è eros e patos…nelle nature morte, nei paesaggi e anche negli strumenti musicali (superbi violoncelli), si respira una tradizione fatta di lavoro e di intelligente uso della propria ispirazione e con l’inserimento sulla tela di materiali naturali, l’artista raggiunge una matericità che esalta ancora di più la resa pittorica io amo le donne mo il loro lavoro…amo il loro genio…una nuova donna è entrata nel mio bagaglio culturale, le fanno buona compagnia Artemisia Gentileschi e Tamara de Lempicka.

MARIAROSARIA BELGIOVINE

Volti vibranti che si stagliano in particolari composizioni ricche di simbolismi. La sua tecnica esalta la padronanza del segno, libero di fluire per creare intense emozioni visive, in sintonia con le costanti ramificazioni del suo inconscio.

ROSA SPINILLO

Nell’opera pittorica di Mirella Murrone si respira l’atmosfera rarefatta di un mondo fatato, respiro del sogno mai interrotto con la sua terra e le sue radici: La Magna Grecia. La salentina Mirella come una paziente Penelope, lavora alle sue tele metodica ed espressiva di una realtà superiore intrisa di bellezza, amalgama il colore nel blu profondo del mare della sua terra. L’occhio dell’osservatore estasiato si ubriaca volentieri correndo con lo sguardo da una parte all’altra della tela, cogliendone tutti gli aspetti narrativi. Perché di narrazione si tratta; tutti i lavori di Mirella hanno un filo logico, narrano un racconto per immagini, un discorso muto ma altamente eloquente…

GIANNI IANUALE

“…Mirella Murrone ha in comune il divino senso di saper esporre e con l’ausilio di una creatività innata, le proprie opere attraverso lo strumento conoscitivo dell’analisi, quindi il suo spirito non è altro che una guida verso quelle immagini che, assemblate dai colori e dall’interiorità, riescono ad imprimere non solo spessore oleografico, ma studio itinerante dell’occhio che osserva.

Secondo Carl Gustav Jung, individuare il proprio sito psicologico, era un momento essenziale della conoscenza di se stessi, una misura della propria crescita personale – identificando quattro funzioni psicologiche, quattro modi di conoscere e interagire col mondo dell’intuizione, della sensorialità, della riflessività e dell’emotività.

Mirella Murrone si rifà proprio a questi elementi al di là della propria creatività, quindi analizza le funzioni nel momento in cui dipinge ed inietta con coscienza e spiritualità l’itinerario pittorico a lei più congenito. E’ interessante questa filologia personalizzata da uno spirito emotivo che avanza, proprio perché i colori, la pittura stessa, la poesia e il trasporto dell’anima, creando uno spazio, fanno sì che l’artista possa esprimere il meglio di se stessa con l’apporto della fantasia. E chi meglio di Mirella Murrone poteva darci ed offrirci questi simbolismi pacati? Bene, è un vero piacere parlare e poter esprimere queste cose a sostegno di questa pittrice che merita il plauso di ogni critico di questo inizio secolo.”

ALFREDO PASOLINO

“…Dalla pittura espressionista, la Murrone, mutua l’esuberanza e la succosità coloristica, come gli impressionisti e i macchiaioli, assemblando il predominio del disegno, con il colore steso a “macchia”, a significare luci, ombre e tonalità. La forza del plasma pittorico mutua il taglio superbo di nature morte che appoggiano i loro soggetti, spesso simulacri del tempo e della sua immaginaria classicità, come una piuma, su arenili e fondali sconfinati, segnati dalle prefigurazioni di straordinaria forza costruttiva, quanto di alta astrazione sintetica di luce e colore…”

NADINE GIOVE

Mirella Murrone è riuscita a raggiungere uno stile personale e originale riconoscibile fin da subito dall’osservatore attento. Colpisce nei suoi dipinti il blu profondo degli sfondi, che tuttavia appaiono in primo piano con raffigurazioni di donne misteriose, placide e inquietanti allo stesso tempo. Visìoni oniriche, che richiamano alla memoria forti echi di miti antichi attualizzati da oggetti?simbolo, feticci frammentati di una realtà più sognata che realmente vissuta.

L’arte di Mirella Murrone è il prodotto di una profonda contemplazione e di un attento studio, eppure il risultato finale sembra frutto dell’ispirazione del momento, segno questo della grande arte.

FRANCO FRASCHINI

“…Nelle opere della pittrice pugliese sono le donne che catturano con immediatezza lo sguardo di chi osserva. Esse sono presenze misteriose, inquietanti, ricche di lirismo; sono atmosfere che penetrano nella ragione delle idee con forti richiami alla realtà.

Chi osserva le pitture della Murrone si sente scrutato dagli occhi dei volti femminili posti in primo piano o sfumati sullo sfondo, occhi che perforano o che emanano languida tenerezza…”


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